Nella Città eterna dire sfasciacarrozze vuol dire Calò

 

Porta Pia all'inizio del XX secolo

Nei pressi di Porta Pia, all’altezza della breccia che i Piemontesi il 20 settembre 1870 aprirono nelle mura aureliane, all’angolo tra via Andrea Ripa e via Giacomo Pagliari nel 1895 il diciottenne Angelo Calo’ apriva una bottega in cui affittava e riparava carettini a mano.
Quella periferia di Roma era all’epoca ricca di fermenti, il quartiere era in costruzione e l’unica forma di mobilità, sopratutto delle merci, alla portata dei semplici cittadini erano i caretti a mano che si affiattavano all’occorenza per i trasporti dei materiali da costruzione, delle suppellettili e di ogni altro bene.

Il giovane Angelo era intraprendente e capace metteva da parte i piccoli assi, le minute balestre, i legni dei raggi delle ruote e i cerchioni dei caretti ormai inutilizzabili e così aveva sempre ricambi pronti, magari da adattare per le riparazioni ai suoi carettini, e all’occorenza per quelli degli altri che a lui si rivolgevano per un ricambio, una riparazione o un aiuto.
Con il tempo la bottega di Angelo divenne l’indirizzo giusto per portare i resti di caretti distrutti e rimediare i ricambi per aggiustare i danneggiati. Era nata così nella Capitale la prima attività di sfasciacarrozze.

Angelo ebbe otto figli maschi, tenne i più giovani a lavorare con lui e incoraggio gli altri a estendere l’attività in altre zone della città. All’inizio degli anni trenta del novecento la mobilità in città era cambiata, i trasporti non si facevano più con i carettini a mano, e i veicoli a motore erano diffusi anche a Roma, e l’attività dei fratelli Calo’ seguiva l’evolversi dei tempi. Col tempo si passò percio dalla demolizione dei carettini alla demolizione dei veicoli a motore, ma il nome per indicare quell’attività nella Capitale continuo’ ad essere il medesimo: sfasciacarrozze. E nella città eterna dire sfasciacarrozze voleva dire Calo’.

Angelo Calò e i suoi 8 figli

Prima della seconda guerra mondiale si potevano trovare i pezzi di ricambio per autoveicoli in tre botteghe in diverse zone della città, a Porta Pia, dove c’era il primo negozio, a via del Pellegrino tra Campo de Fiori e Corso Vittorio, a Trastevere sul lungotevere nei pressi di Ponte Sisto. Nel dopoguerra si aggiunsero le botteghe in Prati e a Porta Portese.

Se l’attività di vendita di ricambi usati poteva essere svolta nel ridotto di una bottega e la demolizione di un veicolo poteva essere effettuate una volta ogni tanto in mezzo alla strada per poi immagazzinare ogni più piccolo particolare del veicolo; con la diffusione delle automobili la demolizione divenne una parte preponderante dell’attività e pertanto non poteva essere più svolta senza spazi adeguati.

A partire dai primi anni ’60 dello scorso secolo, le auto da demolire vennero portate nell’ampio terreno all’undicesimo Kilometro della Via Aurelia. La terza generazione dei Calo’, ripercorrendo l’intraprendenza del nonno Angelo che alla fine del XIX secolo aveva iniziato la sua attività fuori porta aldilà delle mura cittadine per esercitare un’attività moderna che il progresso stimolava, comprendeva che l’evoluzione dell’antica attività richiedeva ampi spazi per essere svolta, e di nuovo spostava l’esercizio dal centro all’esterno della città.

All’inizio in campagna veniva effettuata la sola demolizione delle vetture, e le parti venivano mandate a rifornire le botteghe, ma spesso venivano richiesti particolari dei veicoli che rimanevano sulle auto, e in considerazione dello spazio disponibile, le auto potevano essere lasciate in sosta per tutto il tempo necessario. Il nuovo modo di operare deviava pian piano i clienti dalle botteghe che seppure di più facile accesso, disponevano solo dei ricambi principali, verso il grande deposito dell’Aurelia dove si poteva trovare ogni singola parte del veicolo, anche il più piccolo o il più impensato. Era nata una nuova forma di fare lo sfasciacarozze, era nata l’Autodemolizione.

Il Deposito di via Aurelia fu autorizzato dal Comune di Roma al ritiro degli autoveicoli per demolizione e alla vendita delle parti dei ricambi provenienti dalla demolizione dei veicoli, già nel 1969. Il Deposito, in seguito divenne un vero impianto industriale e la prima autorizzazione rilasciata ad un autodemolitore dall’Ufficio Ambiente del Comune di Roma nel 1989 fu quella della ditta Calo’. Oggi l’impianto di Via Aurelia è il primo della Città ad essere adeguato alla normativa europea sui veicoli fuori uso; ed è in possesso di tutte le autorizzazioni previste per l’attività che svolge. E’ un impianto innovativo per le numerose soluzioni a salvaguardia dell’ambiente e della salute che vi sono adottate e praticate. La ditta Calo’ continua così ad essere il simbolo e l’emblema degli sfasciacarrozze con l’orgoglio di poter dire che questo lavoro fu inventato quasi centoventi anni fa da Nonno Angelo.

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